Oggi presentiamo in esclusiva per The Hasib Posse “Ottaviano”, estratto dal libro Graffiti Ner Kore, in uscita Martedì 8 di Ottobre per Whole Train Press.

Raccontare una decade di graffiti della Capitale e farlo con una narrativa leggibile non solo dagli addetti ai lavori, è questo il grande merito di Graffiti Ner Kore. Stili sempre diversi per ogni storia, corredata da un’illustrazione realizzata per essere un’opera unica con i racconti, questa la formula che rompe completamente gli schemi.

Il registro linguistico crudo, usato per la stesura del progetto, è stato scelto per far arrivare al lettore la visceralità con cui i membri della crew hanno vissuto alcuni momenti della loro vita e per discostarsi da ciò che potrebbe richiamare forzatamente il concetto canonico del bello o l’autocelebrazione.

Un libro impreziosito dalla prefazione di Amir Issaa aka Cina TRV, interamente realizzato da artigiani a Roma per una cura dei particolari di stampa, in tiratura limitata di 250 copie. Per ogni illustrazione presente nel libro è stata realizzata una stampa in tiratura super limitata, firmata dall’autore, distribuita in abbinamento con tutte le copie.

Ottaviano (Ita)

Roma, 15 settembre 30 a.C.

Essere attenti alle infrastrutture ed ai bisogni della plebe. È una delle cose che mia madre Azia mi rimprovera più spesso. Non dovrebbe però avere queste ansie visto che sono l’erede principale di Cesare.
Vivo sul Palatino¹ in una casa piuttosto modesta anche se sono il primo imperatore di Roma, forse perché sono ossessionato dal vivere nascosto in modo da potermi godere normalmente le bellezze della mia città.
Ho contato talmente tanto nella storia di Roma che mi dedicheranno anche una fermata della metropolitana pensate un po’!
Nel corso dei secoli ho visto questa città cambiare, ma mai avrei creduto che il progresso potesse andare avanti in questo modo. La metropolitana di Roma è un invenzione fantastica che ti permette di raggiungere comodamente molte parti della città in poco tempo e non state lì a lamentarvi dei vagoni pieni e della puzza perché dovete ricordare che vi sta parlando chi si muoveva a cavallo o al massimo con la biga. Nella stazione che porta il mio nome è presente un binario morto e quindi per tenere alto il nome della gloriosa tradizione romana molti writers negli anni si sono intrufolati per dipingere i treni in sosta. Ne ho viste molte di avventure legate ai graffiti, ma quella che reputo più significativa è quella di due ragazzi plebei che, presi dalla disperazione di non farsi trovare dalle guardie che li avevano visti, si nascosero nei meandri più profondi di Roma, dove i cunicoli si intrecciano senza logica e dove la storia si è fermata a molto tempo fa. Non riuscirono a finire le loro opere, peccato. Amo molto l’arte e non riesco a condannarli. Furono messi in fuga dalla sicurezza che arrivò in sella ad un cavallo giallo² e dopo una corsa lacerante trovarono riparo in una stanza dove il tempo era un concetto astratto. Si sdraiarono su una coltre di detriti del passato, rifiuti che dalla grafica dicevano di essere appartenuti ad un era precedente, Marabù³, pacchetti di Nazionali4 senza filtro, Lanciostory5. La paura li aveva invasi, riprendendo fiato ma senza emettere il minimo rumore, si fecero coraggio e si ricoprirono di quel materiale presente nella stanza dove avevano trovato rifugio. Le voci e le imprecazioni dei guardiani che li stavano cercando senza risultato erano paragonabili a quelle dei gladiatori nel momento massimo del combattimento. Dopo un po’ tutto questo trambusto cessò e l’atmosfera si fece più calma, uno dei due ragazzi per il rilascio dell’adrenalina accumulata si addormentò. L’aria che si respirava era dolce, ma non perché il pericolo fosse passato ma perché la rassegnazione di quei due giovani era talmente tanta che aveva un aspetto quasi definitivo, credo che sapessero in cuor loro che non ne sarebbero usciti bene anche se ci stavano provando. Questo mi ricorda il giorno della mia morte. Ebbi un trapasso dolce infatti, come avevo sempre auspicato. L’ultimo giorno della mia vita, chiesi uno specchio, mi feci sistemare i capelli e, chiamati i miei amici, chiesi loro se avessi ben recitato la commedia della vita, aggiungendo la tradizionale formula conclusiva: “Se la commedia è stata di vostro gradimento, applaudite e tutti insieme manifestate la vostra gioia”. Nel mentre che i miei amici davano il plauso, le guardie per esasperazione trovarono i corpi stesi dei due giovani che esausti si consegnarono alla giustizia. Fu interminabile la marcia nel tunnel che condusse i due ragazzi ammanettati e scortati dal tronchetto fino alla stazione dove li attendevano altre guardie per il riconoscimento. La rassegnazione divenne concreta e la delusione sul loro volto era immane perché le loro carriere si sarebbero spezzate dopo aver preso una denuncia del genere. Non avrebbero più potuto dipingere la metro e sarebbe risultato ad ogni controllo che erano stati dei vandali, che peccato. Fortuna volle però che si scontrarono con il problema che affligge da anni il mondo del lavoro in Italia e che trasforma i leoni in pecore. Il CAMBIOTURNO! Avevo fornito loro tanti di quei nascondigli, che le guardie li avevano cercati per tre ore ininterrottamente senza trovarli fino ad arrivare alle fatidiche sei del mattino quando dovevano staccare e soprattutto volevano staccare. Finì con una ramanzina e tanti saluti. Usciti dalla stazione passarono in una via dedicata a mio padre che, per farli nutrire viste le energie spese nella fuga, fece trovare loro venti sesterzi per terra per comprare dei cornetti. Certe cose accadono solo a Roma.

  1. Il Palatino è uno dei sette colli di Roma, situato tra il Velabro e il Foro Romano,ed è una delle parti più antiche della città.
  2. Pacman.
  3. Marca di spray in commercio a Roma fino aglianni‘90.
  4. Sigarette in commercio fino a i primi anni 2000.
  5. Rivista settimanale italiana di fumetti.

Anno: 2019
Formato: 17×24 cm
Pagine: 128
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-97640-12-7

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Ottaviano (Eng)

The Hasib Posse‘s glad to present “Ottaviano”, an exclusive chapter from the book “Graffiti Ner Kore”, that will be released on October the 8th for Whole Train Press.

Rome, 15 September, 30 A.D.
Being attentive to the infrastructures and to the needs of the plebeians. This is one of the things my mother Azia reproaches me most often about. She shouldn’t have these worries since I am Caesar’s main heir. I live on the Palatine Hill in a rather modest house even though I am Rome’s first emperor, maybe because I am obsessed by living secluded in order to enjoy the beauty of my city in a normal way. I carry so much weight in Rome’s history that they will even dedicate a metro station to me, how about that!

Graffiti Ner Kore

Over the centuries I’ve seen this city change, but I never would have thought that progress would have reached such a point. Rome’s metro is a fantastic invention that allows you to comfortably reach many parts of the city quickly, and it’s useless to complain about the carriages being full and the bad smell because you have to remember that the person speaking to you used to move around by horse or at most by chariot. At the station bearing my name there is a siding, so to keep alive the glorious Roman tradition, over the years many graffiti writers have snuck into the tunnels to paint the trains parked there. I’ve seen many adventures tied to graffiti, but the one I consider most significant is that of two plebeian youngsters who, overwhelmed by the despe- ration to not be found by the security guards who had seen them, hid in Rome’s darkest depths where tunnels intersect without logic and where history has stopped long ago. Too bad they were not able to finish their masterpieces. I really love art and am unable to condemn them. They were put to flight by security guards riding a yellow horse, and after an excruciating escape they found refuge inside a room where time was only an abstract concept. They lay down on a blanket of de- bris from the past, whose graphics told them those remains belonged to a previous era. Marabùs, packs of Nazionali cigarettes without filters, and Lanciostory comics. Fear had enveloped them, and regaining their breath without making the slightest sound, they found the courage to cover themselves with the material they had found in the room that had provided them with a hiding place. The voices and imprecations of the guards who were looking for them fruitlessly were comparable to those of gladiators at the peak of battle. After a while, the commotion subsided and the atmosphere became more calm.

Graffiti Ner Kore

One of the young men fell asleep as a result of the release of the adrenaline he had accumulated. You could breathe an air of sweetness, but not because the danger had passed, but because the resignation of the two young men was so great that it felt almost definitive. I think they probably knew in their hearts that they would not get out of that situation with impunity even though they were trying. This reminds me of the day of my death. I passed away in a sweet manner in fact, as I had always hoped I would. On the last day of my life I asked for a mirror, I had my hair done, and after calling my friends, I asked them whether I had recited the comedy of life well, adding the traditional concluding formula: “If the comedy was to your liking, applaud and manifest your joy all together.” While my friends were busy applauding, by exasperation, the guards finally found the lying bodies of the two young men who, exhausted, surrendered to the law. The march through the tunnel that brought the two escorted, handcuffed men from the siding to the station where other guards were awai- ting to identify them, was endless. The resignation became concrete, and the delusion on their faces was enormous because their careers would have been interrupted after receiving a criminal charge of this sort. They would not be able to paint the metro again and at every police check it would come up that they had been vandals, how unfortunate. As luck would have it though, they encountered the problem that has been afflicting the world of work in Italy for years and that turns lions into sheep.
The SHIFT CHANGE! I had provided the young men with so many hiding places, that the guards that had searched for them continuously for three hours had finally reached that fateful hour at six o’clock in the morning when they were supposed to, and more than anything, they wanted to get off work. It all ended with a scolding and a goodbye. Once out of the station they passed by a street dedicated to my father who, in order to nourish them since they had spent so much energy during their escape, made them find 20 sestertii* on the ground to buy some croissants. Certain things can only happen in Rome.

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